La Colomba - Alessandro Slama
CuriositàLa Colomba
Colomba Artigianale

La Colomba

Tra i dolci tipici della Pasqua non si può non menzionare certamente la Colomba, che con la sua forma inconfondibile è simbolo di pace e serenità. 

Esistono diverse leggende che narrano dell’invenzione di questo dolce. La prima racconta che la colomba nasce in Lombardia, nello specifico a Pavia dove, attorno al VII secolo, la regina Teodolinda ospitò alcuni pellegrini irlandesi, tra i quali anche San Colombano. La regina offrì un ricco banchetto ai suoi ospiti, i quali però rifiutarono per rispettare il periodo di digiuno e astinenza della Quaresima. Per evitare di offendere la regina, San Colombano trasformò tutte le pietanze in bianche colombe di pane.

Un’altra leggenda vuole che le colombe siano state offerte come gesto di pace da parte degli abitanti di Pavia nel VI secolo nei confronti dei barbari che stavano entrando in città. Grazie a questo atto di pace i barbari non saccheggiarono la città di Pavia, ma anzi la scelsero come capitale del nuovo regno.

Queste storie lasciano pensare che dei dolci a forma di colomba esistono da tempi immemori, però la colomba che mangiamo al giorno d’oggi ha origini molto più recenti. Ci troviamo a Milano agli inizi del secolo scorso e l’artista Dino Villani, vedendo che in altre città italiane erano stati ideati dei dolci sia per la Pasqua, sia per il Natale, pensò bene di utilizzare gli stessi macchinari di cui si serviva la Motta per produrre il panettone per creare un nuovo dolce. Fu così che nacque la colomba pasquale.

Il Maestro Pasticciere Slama realizza tanti tipi di dolci lievitati, oltre al famosissimo panettone, anche la colomba, con cui recentemente ha gareggiato in una delle competizioni più famose: “Una Mole di Colombe” a Torino, piazzandosi al secondo posto. Si tratta di un mix di farina, lievito, zucchero burro, lievitati a più riprese e molto a lungo. Per poter realizzare una buona colomba è fondamentale concentrarsi sulla lievitazione, che deve rispettare tempi ben precisi, una sola mossa falsa può pregiudicare definitivamente il lavoro finale.

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